Volere è Potere

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Bing Wright (b.1958, USA) - Broken Mirror/Evening Sky (2012)

Broken Mirror/Evening Sky is a new series of striking landscape photographs by New York based artist Bing Wright. Departing from his usual pared down images in grey palettes, Wright offers us moving skyscape photographs of richly colored sunsets reflected onto broken mirrors. This new body of work marks his first return to color photography in almost a decade.

The images are meticulously constructed through a combination of traditional documentary landscape photographs and the subtle manipulations of an image in the studio. Wright photographs sunsets, then projects the images onto mirrors he has broken in the studio. The mirrors are small, measuring just 14 x 11 inches. The artist re-photographs the reflection and then enlarges the image into a large scale format. This beautiful series incorporates Wright’s recurring themes of abstraction and representation – a contrast he masterfully balances by grounding these shards of images into a bold structure. While more abstract than some of his earlier works, the composition carries a narrative that enables the viewer to collectively experience the beauty of the sunsets the artist has captured, while facilitating an individual interpretation of the emotion they imbue. We are presented with pictorial images, fragmented and in disrepair – a reminder that everything beautiful is flawed and imperfect. Bing’s signature large format lends these images symmetry and exact composition, giving them a majestic quality. (src. James Harris Gallery)

© All images courtesy the artist

[more Bing Wright | artist found at mymodernmet]

(via annieblackburne)

— 4 giorni fa con 4418 note
"Papà, i fantasmi sono corpi sbiaditi, come te. Non mi hai mai spiegato niente: come si nasce, come si muore, come si tiene caldo un amore, come si diventa stupidi quando si aspetta una telefonata, un messaggio, un segno; come si litiga con la vita, quando non ci rispetta. Non mi hai detto niente di te e io non ti ho detto di me: ho ripagato il silenzio con il silenzio, non volevo debiti. Hai dato tutto per scontato e io ho imparato da solo. Ho imparato da uomini che non sei tu, da case lontane dalla nostra. Io sono figlio del mondo. E tu chi sei? Ricordi quell’invero? Sul lungomare di Ostia tirava la tramontana. Avevo la punta del naso anestetizzata dal freddo e i capelli seminati dal vento. Le mie mani cucciole di bambino cercavano di tenersi al tuo cappotto, mentre la corrente mi soffiava contro. Non vedevi i miei sforzi per raggiungerti e aggrapparmi: camminavi tranquillo, stretto nel tuo loden e attento che il tuo cappello non volasse via. Sai, ancora oggi mi capita di stare controvento. E, come quel giorno, non ho un cappotto al quale tenermi, non ho prese. E, come quel giorno, ho paura. Eccoti la mia storia, senza la tua in cambio. Fa niente. Ti rispondo con la vita al silenzio"
ma le stelle quante sono
— 1 settimana fa con 1 nota
"Quando fui pronto per andarmene, con le valige e tutto quanto, mi fermai un momento vicino alle scale e diedi un ultimo sguardo a quel maledetto corridoio. Non so perché. Mi misi in testa il mio berretto rosso da cacciatore, girai la visiera dietro, come piaceva a me, e poi urlai con tutta la maledetta voce che avevo in corpo “Dormite sodo, stronzi!”. Scommetto che svegliai tutti quei bastardi di tutto quel piano. Poi me la filai. Qualche idiota aveva buttato i gusci delle noccioline sulle scale, e per poco non mi ruppi ‘sto maledetto collo."
J.D. Salinger, “Il Giovane Holden” (via misskinging)
— 1 settimana fa con 5 note
"Allora, tutt’a un tratto, mi venne quell’idea.
- Sta’ a sentire, - dissi. - Ho avuto un’idea. Che ne diresti di tagliare la corda? Ho avuto un’idea.
Conosco quel tale del Greenwich Village che può prestarci la macchina per un paio di settimane.
Andavamo alla stessa scuola e mi deve ancora dieci dollari. Possiamo fare cosí, domattina ce ne andiamo nel Massachusetts e nel Vermont e tutto lí intorno, capisci? È bellissimo, laggiú, una meraviglia -.
Non stavo piú nella pelle dall’entusiasmo via via che ci pensavo, cosí allungai un po’ il braccio e strinsi la stramaledetta mano della vecchia Sally.
Che dannato cretino! - Senza scherzi, - dissi. - Ho circa centottanta dollari in banca. Posso ritirarli domattina appena apre, e poi vado a prendere la macchina di quel tale. Senza scherzi. Andremo a stare in quei campeggi di casette di legno o un posto cosí finché non restiamo a corto di soldi. Poi, quando restiamo a corto, posso trovarmi un lavoro in qualche posto e possiamo vivere in qualche posto con un ruscello e tutto quanto, e dopo possiamo sposarci eccetera eccetera. Posso spaccare tutta la legna che ci occorre d’inverno eccetera eccetera. Parola d’onore, ci divertiremmo in un modo fantastico! Che ne dici? Forza! Che ne dici? Vieni via con me? Te ne prego!
- Non si possono fare certe cose, - disse la vecchia Sally. Sembrava arrabbiatissima.
- Perché no? Perché diavolo non si può? …"
Il giovane Holden (via mcpawsup)
— 1 settimana fa con 11 note
"La cosa migliore di quel museo era però che tutto stava sempre allo stesso posto. Nessuno si muoveva. (…) Nessuno era mai diverso. L’unico ad essere diverso eri tu. Non è che fossi molto più grande nè niente di simile. Non era proprio questo. Era solo che eri diverso,ecco tutto. Stavolta avevi il soprabito,magari.
Oppure il bambino che era stato vicino a te l’altra volta si era preso la scarlattina e ora avevi un altro compagno. Oppure non era la signorina Aigletinger ad accompagnare la scolaresca,ma una supplente. Oppure avevi sentito papà e mamma che litigavano come due forsennati nella stanza da bagno. O per la strada eri passato in una di quelle pozzanghere dove la benzina fa l’arcobaleno. Voglio dire,eri diverso, per una ragione o per l’altra,non so spiegare quello che ho in mente. E anche se sapessi farlo, non ne sono sicuro che ne avrei voglia. (…) Certe cose dovrebbero restare come sono. Dovreste poterle mettere in una di quelle grandi bacheche di vetro e lasciarcele. So che è impossibile, ma è un gran peccato lo stesso."
J.D. Salinger,Il Giovane Holden. (via briansburning)
— 1 settimana fa con 27 note
"Se me ne restavo lì era perché cercavo di provare il senso di una specie di addio. Voglio dire che ho lasciato scuole e posti senza nemmeno sapere che li stavo lasciando. È una cosa che odio. Che l’addio sia triste o brutto non me ne importa niente, ma quando lascio un posto mi piace saperlo, che lo sto lasciando. Se no, ti senti ancora peggio."
J.D. Salinger - Il giovane Holden (via ungracious-in-defeat)
— 1 settimana fa con 90 note
"Non facevamo che tenerci per mano,ad esempio.
Vi sembrerà una cosa da niente, lo capisco, ma era fantastica quando la tenevate per la mano.
La maggior parte delle ragazze, provate a tenerle per mano, e quella maledetta mano o muore nella vostra, o loro credono di dover continuare a dimenarla tutto il tempo, come se avessero paura di annoiarvi o che so io.
Jane era un’altra cosa. Andavamo in un dannato cinema o in un posto così, e subito cominciavamo a tenerci per mano, e non ci lasciavamo sino alla fine del film.
E senza cambiare posizione né farne un affare di stato. Con Jane non stavi nemmeno a pensare se avevi la mano sudata o no.
Sapevi soltanto che eri felice. E lo eri davvero."
Jerome David Salinger, Il giovane Holden (via doppisensi)
— 1 settimana fa con 575 note
"Ho l’impressione che tu ti stia deliberatamente preparando a un capitombolo, un terribile capitombolo."
J.D. Salinger - Il giovane Holden (via lalberodimelograno)

(via neriumoleander)

— 1 settimana fa con 121 note